Consigli di viaggio: Sardegna del Nord

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Una vacanza itinerante alla scoperta della Sardegna del nord, dove immergersi nella natura più selvaggia lontano dalla vita mondana, parola d’ordine: relax.

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Iniziamo il tour alla scoperta di Alghero, per poi dirigerci a Tempio Pausania dopodichè ci attende il mercatino di San Pantaleo, immancabile un tuffo nelle acque dell’Arcipelago della Maddalena e concludiamo il viaggio ad Olbia e dintorni.

Alghero:

Una delle città considerate come porta d’accesso alla Sardegna, conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona: la città ha infatti conservato l’uso del catalano ed è una delle principali della Sardegna. È il capoluogo della Riviera del Corallo, nome che deriva dal fatto che nelle acque della sua rada è presente la più grande quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato da corallari subacquei, attività che con la lavorazione e la vendita, da secoli ha avuto una grande importanza di carattere economico e culturale, tanto che un ramo di corallo è inserito nello stemma della città. Il centro storico di Alghero è di grande bellezza, con un’urbanistica e progettazione architettonica comuni alle città medievali della piccola Corona d’Aragona.
Particolarmente degni di nota sono le mura, le torri difensive circolari, i palazzi gotici come Ferrera, il Pou Salit (il pozzo salato), Peretti, Guillot, e i neoclassici come Palazzo Lavagna, Civico, Balata e Simon. Le chiese sono anch’esse molto belle e tra queste risaltano la Cattedrale di Santa Maria, del XVI secolo, la Madonna del Carmine, del XVII, la chiesa di San Francesco, con un bel chiostro del XIV e al mia preferita, la chiesa di San Michele, con la sua bella cupola policroma. Consiglio di fare una visita anche alle Grotte di Nettuno: dopo aver disceso 654 scalini si arriva all’ingresso, una grotta meravigliosa sul livello del mare. La visita guidata si svolge dalle 9 alle 19, una ogni ora.
La grotta fu scoperta 500 anni fa da alcuni pescatori di Alghero, al suo interno ospita un lago lungo 120 metri, il secondo più grande in Europa, pensate che una delle colonne è alta 12 metri e larga 30.

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Tempio Pausania: 

La cittadina di Tempio è situata nel cuore della Gallura, ai piedi del Monte Limbara, ed è rinomata per la lavorazione del granito, la denominazione “Pausania” venne aggiunta agli inizi del Novecento ad indicare Phausania, la prima sede vescovile in Gallura, secondo alcuni, località medioevale sorta sui ruderi della Olbia romana o nelle sue vicinanze, anche se al momento non vi sono evidenze storico-archeologiche che lo provino. Tutto il centro storico è infatti caratterizzato da chiese e palazzi costruiti in blocchi di granito. Inoltre il suo territorio è rinomato anche per le sue sorgenti termali, in particolare per le sorgenti di Rinaggiu, dalle ottime acque curative. Fa parte infine dell’itinerario “Strada del Vermentino di Gallura DOCG”, che ne fa una tappa importante per tutti gli appassionati di enogastronomia.  Tra i posti di maggior interesse si segnalano la Cattedrale di San Pietro, consacrata nel 1219, in procinto di compiere 800 anni, con un’impressionante facciata principale e un campanile di stile aragonese, costruita nel 1822, Corso Matteotti, Via Roma, Piazza Italia, il Parco delle Rimembranze, il Parco di San Lorenzo e Via Mannu. Nel bosco alla periferia di Tempio, in direzione nord-est, è possibile trovare piccole pozzanghere, suppongo che in primavera si possa fare anche il bagno.

San Pantaleo:

San Pantaleo è un paese piccolissimo circondato dalle montagne che si trova a pochi chilometri da Porto Cervo. Questo, insieme alle sue casette bianche che conservano ancora un certo fascino, fa di San Pantaleo una specie di prolungamento rurale del resort più “in” della Costa Smeralda. Lungo le strade perfettamente conservate si trovano alcuni negozi abbastanza esclusivi e ristoranti di altissimo livello. La vita di San Pantaleo ruota intorno alla piazza principale, dove si trovano una chiesa modesta ma bella e alcuni caffè.

A partire dagli anni Settanta un gruppo di artisti e pittori ha popolato il villaggio, attratto dalla sua atmosfera fuori dal tempo e assolutamente informale, lontana dalla mondanità della Costa.
Pittori, decoratori e scultori arrivati da tutta Europa hanno fatto nascere a San Pantaleo una sorta di bohème. Accanto agli stranieri è attivo anche un gruppo di artigiani galluresi, ricercatissimi per i loro manufatti, realizzati con materiali essenziali come: legno, ferro battuto, terracotta e ceramica.
I pezzi unici di questi artigiani locali sono andati ad arredare le ville dei dintorni, ma sono anche un acquisto ambito dai turisti che arrivano d’estate.
I nomi, ormai noti sulla penisola e anche all’estero, sono quelli dei fratelli Solinas per gli oggetti di ferro battuto, esposti nella “Bottega del Ferro” di Via Molise. L’altro indirizzo da tenere in considerazione è quello di Tonino Dettori, diventato celebre grazie alle sue cassapanche, tavoli, ma anche semplici comodini, impreziositi dall’arte dell’intaglio. Il materiale usato in quest’azienda è il gres: argilla molto resistente, cotta a temperature altissime, che si presta alla creazione di piccoli oggetti come vasi o contenitori, che viene poi decorata e dipinta.
L’altra ricchezza di San Pantaleo, insieme alla natura lussureggiante e ai suoi abitanti, si trova certamente nei ristoranti, agriturismo e b&b.
Questo punto della Gallura trabocca di offerte che permettono di conoscere meglio la gastronomia locale: soprattutto la strada che degrada verso Arzachena e Baia Sardinia offre un susseguirsi di occasioni per il visitatore che desideri soffermarsi anche solo per una notte.
Il soggiorno nel villaggio è gradevole tutto l’anno.
Le feste campestri sono dedicate ai santi protettori di questa zona: accanto a Pantaleo, ecco le celebrazioni dedicate a San Salvatore nel vicino abitato di Monti Canaglia, San Martino che si celebra sul monte di Cugnana, San Michele e infine Santa Chiara. Spesso, in questi appuntamenti, è invalsa la consuetudine di offrire il pasto a chi partecipa al rito religioso.
Tutti questi motivi possono dunque spiegare perché il villaggio sia stato, negli ultimi anni, al centro di un inatteso quanto significativo boom edilizio e immobiliare: la qualità della vita, le tradizioni, la posizione strategica aiutano a capire il successo della destinazione, ma da soli non possono spiegare tutta la fortuna del paesino.

Arcipelago della Maddalena:

Sparso in uno dei mari tra i più cristallini di tutto il Mediterraneo, nella parte nord-orientale della Sardegna, l’Arcipelago della Maddalena viene considerato uno dei paesaggi più suggestivi al mondo, un territorio di rara bellezza e di straordinario pregio naturalistico e storico.
L’Arcipelago è costituito da oltre 60 isole e isolotti, sette sono le isole principali tra cui le più note sono La Maddalena e Caprera, un sistema insulare unico che rappresenta un complesso strettamente interdipendente di mare e terra, caratterizzato dalla vicinanza tra le diverse isole separate da canali marini con bassi fondali. Le sue frastagliate coste rocciose, i colori dei fondali marini e la varietà di uccelli che le popola fanno di questo gruppo di isole uno dei più suggestivi e affascinanti ambienti di tutto il Mediterraneo.
L’Arcipelago è oggi protetto da un Parco Nazionale dove vivono il gabbiano corso, il falco pellegrino, la testuggine marginata, la lucertola di Bedriaga e pesci ormai rari in altri tratti del nostro mare.

L’ escursione che da Palau porta all’arcipelago della Maddalena parte dal piccolo porto turistico del caratteristico paesino. Si costeggia la costa ad ovest di Palau , Porto Raphael elegante ed incastonato tra le rocce, e l’estrema Punta Sardegna.
Ecco subito Spargi, la prima indimenticabile isola dell’arcipelago della Maddalena. Sosta obbligata è a Cala Corsara dove si possono ammirare la roccia del buldog e della strega, attraccando nel piccolo molo si ha l’opportunità di immergersi in queste splendide acque facendo snorkeling.

Attraverso un sentiero che si arrampica attraverso i massi di granito bianco a picco sul mare, si può ammirare il fondale dall’alto. Continuando con la barca a circumnavigare Spargi si può osservare Cala Soraya con la sua sabbia bianca circondata da bei massi granitici.

Da non perdere assolutamente è il Porto della Madonna che si trova tra le piccole isole ed è caratterizzato da bassi fondali con acqua che ricorda i Caraibi. La spiaggia Rosa di di Budelli, purtroppo è interdetta ai visitatori a causa di numerosi turisti che ne hanno trafugato la bella e caratteristica sabbia rosa, costituita da scheletri di piccoli organismi .

Da non perdere è il giro nel piccolo paese turistico della Maddalena, ed eventualmente, consiglio di noleggiare uno scooter per poter, attraverso il Ponte della Moneta, raggiungere Caprera , dove si può ammirare la casa museo di Garibaldi. Arrivati all’Isola Madre della Maddalena non perdetevi la  spiaggia bellissima della  Giardinella dai colori psichedelici.

 

Olbia: 

La città di Olbia, nella Sardegna settentrionale, è un punto focale nello sviluppo industriale, commerciale e turistico della regione. Già capitale del Giudicato di Gallura, il regno indipendente sardo nel corso del Medioevo, Olbia è abitata da quasi cinque millenni. Le testimonianze di questi insediamenti, dalle civiltà prenuragiche a oggi, si sono stratificati, consentendo la scoperta di numerosi siti archeologici.  Molto interessanti sono la tomba dei Giganti, i resti dell’acquedotto di epoca romana, ma anche edifici più recenti, come il castello di Pedres e la basilica di San Simplicio.  Il centro storico, con la centralissima piazza Margherita, è molto frequentato, al pari delle spiagge che rappresentano una ricchezza per l’intera provincia. 

Da non perdere la Chiesa di San Simplicio, la quale rappresenta un’importante testimonianza di monumento romanico sull’isola. Eretta tra i secoli XI e XII su una preesistente area cimiteriale cristiana presenta una facciata dove si intrecciano elementi toscani e lombardi. All’interno cippi militari di epoca romana ricordano l’antica esistenza di una via di comunicazione con Tertium, l’odierna Telti.

La Chiesa di San Paolo è un pregevole edificio di culto cattolico che si trova nel centro storico di Olbia, in Sardegna, appartenente al territorio ecclesiastico della diocesi di Tempio-Ampurias. La sua costruzione avvenne intorno al XIV-XV secolo (quando la sua presenza è accertata da documenti ufficiali), sui resti di un tempio pagano sorto in epoca romana, ma l’edificio così come si prospetta attualmente, è frutto di una ricostruzione barocca avvenuta nel Seicento, e di un ampliamento a croce latina nel 1939.  La facciata della chiesa si presenta nel suo originale complesso bassomedievale, con una parte superiore semicircolare, priva di decorazioni e con un campanile sul lato destro, mentre l’interno presenta decorazioni barocche, accompagnate da numerosi affreschi (Resurrezione e angeli musicanti, Via Crucis e Sacramenti) dipinti negli anni ’60 da Alberto Sanna.

Il Museo archeologico, conserva un’importante collezione storico-etnografica situata nel centro della cittadina sarda, una sorta di immersione storica ospitata sull’Isola Peddone, che spicca rispetto al panorama portuale cittadino. Dalla vasta collezione, ospitata nell’edificio del Maciocco, che ricorda per certi versi l’idea di una nave ormeggiata, il Museo Archeologico gode di un allestimento funzionale, ispirato ai principi del razionalismo architettonico del primo Novecento, così come progettato dai Maciocco, D’Oriano e Huber, che hanno deciso la collocazione delle vetrine trasparenti su muri bianchi, creando così un ‘contrasto funzionale’. Dai relitti delle navi romani, fino alla testimonianza della breve occupazione greca (l’unica in Sardegna) tra il VI e il V secolo avanti Cristo, il Museo ripercorre tutta la storia del territorio di Olbia, dalla preistoria fino all’Ottocento, con dovizia di materiali e descrizioni esplicative.

Un’escursione alternativa potrebbe essere quella al Castello di Sa Paulazza, una antichissima costruzione, ora ridotta a sito archeologico, che si trova sul Colle di Monte, nella zona di Telti, prospiciente la città di Olbia. Di forma quadrangolare, dominato da una torretta pentagonale che occupa l’angolo sudorientale della struttura, il Castello Sa Paulazza venne probabilmente costruito in epoca bizantina, dopo la riconquista della Sardegna, avvenuta da parte delle truppe di Giustiniano nell’anno 534 dopo Cristo. Il Castello Sa Paulazza venne probabilmente costruito sfruttando i ‘materiali di risulta’ di un antico nuraghe, dell’Età del rame (3500 – 2300 avanti Cristo), a sua volta realizzato sfruttando i materiali locali, grossi blocchi di granito ricavato dalle cave circostanti.

 

Vi ho fatto venir voglia di partire subito per la meravigliosa Sardegna?

Beh, spero proprio di sì…

A presto,

Margherita

 

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