Pitti Uomo 2018

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La 93esima edizione di Pitti chiude con un’ottima affluenza rispetto allo scorso gennaio, molti visitatori provenienti da mercati importanti come il Giappone, Corea del Sud, Emirati Arabi.

I padiglioni Urban Panoram, L’Altro Uomo, Unconventional, Futuro Maschile, My Factory, Make the new Makers, Touch, The Contemporary Classic, Open beyond genders, I Play, hanno accolto in quattro giorni un numero complessivo di 36 mila visitatori tra cui 25 mila buyer.

Il punto di forza del made in Italy è l’eccellenza dei nostri maestri artigiani, la cura del dettaglio e la ricerca dei materiali di prima qualità riescono così a dare vita ai capi del lusso italiano.

Per la prossima stagione sale sul podio lo stile sportswear, già sdoganato per la moda femminile, dove una felpa diventa il capo centrale di un look magari portata sotto un cappotto over, bomber in tessuti tecnici e pantaloni slim fit, tessuti sperimentali si combinano a quelli più classici e artigianali.

Questa edizione di Pitti è stata teatro di innunerevoli eventi e presentazioni come il nuovo Gucci Garden ideato dal designer Alessandro Michele, lo spazio diventa come una giostra dove si incontrano opere di giovani artisti contemporanei, pezzi d’archivio e documenti dell’artigianalità della maison, completa l’opera la GucciOsteria guidata dallo chef stellato Massimo Bottura.

Lo streetwear più esasperato da sfumature futuristiche è stato presentato da una significativa sfilata firmata Undercover con Takahiromiyashita the Soloist e da Replay un Red Carpet per la presentazione della Denim Revolution, come location l’ex-manifattura Tabacchi con una sfilata di guest: Adrien Brody, Bar Rafaeli e Alessandro Cattelan.

A presto,

M.